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Fac simile Relazione tecnica rifacimento facciata edificio storico​

La presente introduzione inquadra gli obiettivi e i criteri della relazione tecnica relativa al rifacimento della facciata di un edificio storico, con particolare attenzione alla tutela del valore architettonico e alla compatibilità degli interventi con i caratteri originari. Vengono richiamati i principi diagnostici adottati per la valutazione dello stato di degrado, le linee guida per la scelta di materiali e tecniche coerenti con la conservazione, nonché gli aspetti normativi e di sicurezza che regolano l’intervento. L’approccio descritto privilegia soluzioni reversibili e durature, mirate a garantire non solo la stabilità e l’efficienza prestazionale della facciata, ma anche la manutenzione programmata e la conservazione del patrimonio culturale nel tempo.

Come scrivere una Relazione tecnica rifacimento facciata edificio storico​

Per predisporre una relazione tecnica per il rifacimento della facciata di un edificio storico occorre procedere con un approccio disciplinato e documentato che giustifichi ogni scelta progettuale e ogni intervento esecutivo, mettendo al centro la conoscenza dell’opera, la compatibilità dei materiali e la minima invasività delle lavorazioni. Si inizia con la fase di conoscenza storica e normativa: raccogliere dati archivistici e iconografici sull’edificio, verificare il vincolo e le prescrizioni della Soprintendenza o dell’ente competente per i beni culturali, aggiornarsi sulle norme tecniche vigenti e sui requisiti di sicurezza e tutela (compreso il quadro normativo nazionale e locale). Questa premessa contestuale andrà sintetizzata nella relazione per motivare la strategia conservativa proposta. La fase successiva è il rilievo e la diagnosi: eseguire un rilievo metrico e fotografico completo della facciata, con tavole quotate delle superfici e piante, sezioni e prospetti, corredate da una mappatura puntuale delle patologie e dei degradi visibili, così come da immagini dettagliate ad alta risoluzione. Le indagini diagnostiche devono comprendere prove non distruttive e, dove necessario, prove intrusive calibrate: termografia infrarossa, ultrasuoni, sclerometri, endoscopia, prove di estrazione, prove di porosità, analisi chimico-fisiche e petrografiche su campioni di intonaco, malta e pietra, analisi salina per identificare sali solubili e loro concentrazione. Questi esami permettono di identificare le cause profonde del degrado — risalite capillari, infiltrazioni, condense, risalita di sali, degrado biologico o inquinamento atmosferico, incompatibilità di ripristini precedenti — e di definire priorità e sequenza degli interventi.

Sulla base della diagnosi si stende il principio d’intervento: chiarire che l’obiettivo è la conservazione e il ripristino delle caratteristiche materiche e formali originali, privilegiando soluzioni compatibili, reversibili e a minima invasività. La relazione deve motivare perché si opta per pulitura, consolidamento, rimozione di strati non originali, reintegrazione o sostituzione di parti deteriorate e quale grado di integrazione estetica si intende perseguire (ricostruzione minimalista delle parti mancanti o integrazione più ricercata), tenendo conto del valore storico e dell’aspetto materico dell’intonaco, della pietra o della tessitura muraria. Vanno descritte in dettaglio le tecniche di intervento proposte: modalità di pulitura progressiva con prove preliminari su campioni, criteri di scelta dei prodotti (evitare prodotti aggressivi o film impermeabili che blocchino la traspirazione), consolidamento dei supporti mediante prodotti compatibili (spiegando la natura e la funzione del consolidante scelto e le eventuali limitazioni d’uso), rimozione delle malte o dei rivestimenti non compatibili e loro sostituzione con malte di calce o miscele idrauliche naturali gradate in funzione della compatibilità chimico-fisica e della permeabilità al vapore. La relazione deve dettagliare il tipo di intonaco e la stratigrafia prevista, distinguendo eventuali strati di fondo (arriccio), intonaco di finitura e eventuali finiture pittoriche, indicandone composizione, granulometria degli aggregati, rapporto legante/inerte, tempi di stagionatura e modalità di applicazione in funzione delle condizioni climatiche.

Devono essere descritte le lavorazioni sulle parti lapidee o laterizie: pulitura selettiva, eventuale consolidamento con prodotti specifici, integrazione delle parti mancanti con materiali compatibili (stesse pietre o malta colorata), ripristino di giunti, forature o ancoraggi con elementi in acciaio inossidabile, tecniche di cucitura e/o nastratura delle lesioni murarie se necessario per la stabilità. Se emergono problemi strutturali o criticità per elementi aggettanti come cornicioni e balconi, la relazione dovrà specificare gli interventi di rinforzo strutturale proposti, con peso delle soluzioni (consolidamento locale mediante cuciture, microiniezioni di malta, inserimento di tiranti), corredati da calcoli o note tecniche che giustifichino gli interventi. Particolare attenzione va riservata al trattamento di elementi lignei o metallici: superfici lignee infiammate o marce, serramenti storici, ringhiere e mensole metalliche devono essere ispezionati, riparati o integrati con tecniche compatibili, prevedendo eventuali trattamenti anticorrosivi per i metalli e vernici traspiranti per il legno.

La relazione tecnica dovrà includere proposte concrete su materiali, marchi o categorie di prodotto, modalità di esecuzione e controllo qualità. Per ogni fase operativa vanno indicate le prove preliminari obbligatorie in sito, come la pulitura a prova, la verifica dell’adesione del nuovo intonaco mediante prova di strappo e la verifica dell’assenza di sali residui dopo interventi di dissalazione. È importante descrivere la sequenza esecutiva: prima l’eliminazione delle cause di degrado (ripristino di gronde, pluviali, piani di scolo e impermeabilizzazioni non invasive), poi il consolidamento strutturale e dei materiali, a seguire gli interventi di restauro delle superfici e infine le finiture cromatiche; in questo modo si evita di intervenire superficialmente su una causa ancora attiva. La relazione deve contenere indicazioni sui criteri di scelta cromatica e sulle tecniche di ricostruzione pittorica, derivanti dall’analisi stratigrafica e dai saggi cromatici, spiegando come si intende rispettare la patina storica o quando è invece opportuno riattuarla.

Dal punto di vista amministrativo ed esecutivo la relazione dovrà essere corredata da tavole esecutive e particolari costruttivi in scala adeguata, dal computo metrico estimativo e da un cronoprogramma dei lavori che tenga conto dei vincoli climatici e della sequenza tecnica. Vanno inoltre inseriti i riferimenti al piano di sicurezza e coordinamento, con indicazione di ponteggi, protezioni delle superfici, contenimento della polvere e gestione dei materiali di risulta, oltre alla specifica delle misure di tutela del decoro e della sicurezza pubblica durante l’esecuzione. È opportuno prevedere una fase di collaudo e controllo finale con prove documentate che attestino l’avvenuta esecuzione secondo le prescrizioni: rilievo fotografico prima, durante e dopo, registrazione delle miscele impiegate, certificati dei materiali, report delle prove di laboratorio e delle verifiche in sito.

Infine la relazione deve prevedere un piano di manutenzione post-intervento e indicazioni per eventuali azioni preventive: schedulare ispezioni periodiche, pulizie non invasive e interventi di manutenzione ordinaria per evitare il ripresentarsi dei degradi, nonché raccomandare l’adozione di soluzioni che preservino la traspirabilità dell’involucro e la storicità dei materiali. Documentare ogni passaggio con chiare motivazioni tecnico-scientifiche e con riferimenti normativi e di buona prassi consente agli enti autorizzatori e alle imprese esecutrici di comprendere e condividere l’intervento, garantendo al contempo la tutela e la durata della facciata storica nel tempo.

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Fac simile Relazione tecnica rifacimento facciata edificio storico​

  1. Oggetto e ubicazione dell’intervento
    • Oggetto: Intervento di rifacimento facciata dell’edificio storico sito in __
    • Indirizzo: __
    • Identificativi catastali: Fg. __ Part. __
    • Proprietà/Committente: __
    • Destinazione d’uso: __
  2. Premesse e finalità
    • Finalità dell’intervento: __
    • Vincoli storico-architettonici e ambientali: Soprintendenza/Beni culturali: __, vincolo istituito con provvedimento n. __ del __
    • Normativa e riferimenti tecnici: __
  3. Soggetti coinvolti
    • Progettista: Nome __, Iscrizione Ordine __, RUP: __
    • Direttore dei lavori: Nome __, Iscrizione Ordine __
    • Impresa esecutrice: Ragione sociale __, Repertorio/REA __
    • Coordinatore per la sicurezza (se previsto): __
    • Collaudatore/Certificatore: __
  4. Descrizione dell’edificio e caratteri storici
    • Tipologia costruttiva: __
    • Epoca di costruzione e stratigrafia storica sintetica: __
    • Materiali prevalenti della facciata: (es. intonaco a calce, pietra locale, laterizio, marmorino, ecc.) __
    • Elementi di pregio da conservare (cornici, fregi, stemmi, affreschi, marcapiani, davanzali, balconi, ferri battuti): __
  5. Rilievo diagnostico e indagini
    • Data rilievi e indagini: dal __ al __
    • Tipologia indagini effettuate:
    • Rilievo geometrico e fotografico: eseguito da __
    • Saggi stratigrafici (profondità, campionamenti): n. __ in corrispondenza __
    • Prove non distruttive: termografia IR: __; endoscopia: __; prova sonica/ultrasuoni: __
    • Analisi laboratorio: analisi salina: __; petrografia: __; XRF/analisi pigmenti: __
    • Prove meccaniche: pull-off/adesione: __
    • Esito sintetico delle indagini: __
  6. Stato di conservazione e diagnosi dei danni
    • Difetti osservati (localizzazione e sintomatologia): distacchi intonaco: __; fessurazioni/creittture: __; deformazioni strutturali: __; degrado lapideo: __; corrosione ferri: __; efflorescenze/umidità di risalita: __; biologico/licheni: __
    • Cause probabili dei fenomeni: __
    • Gravità e priorità d’intervento: __
  7. Obiettivi dell’intervento conservativo
    • Obiettivi principali: consolidamento strutturale e materico, restauro conservativo degli elementi di pregio, ripristino della funzione protettiva dell’intonaco, compatibilità dei materiali, reversibilità ove possibile.
    • Risultati attesi: __
  8. Proposta tecnica di intervento (metodologia)
    • Interventi preparatori:
    • Installazione ponteggio/scaffolding conforme alle normative: tipologia __, altezza __, ancoraggi __
    • Protezioni di elementi e verde pubblico: __
    • Redazione piano sicurezza e coordinamento lavori (PSC/DVR/DUVRI): __
    • Rimozione controllata:
    • Rimozione intonaci/decorazioni non originali o degradati: modalità __ (scalpello a bassa energia / micro-sabbiatura controllata / idropulitura bassa pressione con acqua demineralizzata / altra)
    • Pulitura e consolidamento dei paramenti:
    • Tecnica di pulitura selezionata: __ (es. pulitura meccanico-moderata, pulitura chimica a impacco, laser, idropulitura a bassa pressione)
    • Consolidamento superficiale: prodotto __ (tipo consolidante silanico/fenolico/acrilico) dosaggio __, modalità di applicazione __
    • Interventi su materiali lapidei e elementi ornamentali:
    • Consolidamento porzioni friabili: __
    • Integrazione o sostituzione parti mancanti: materiale compatibile __ (pietra provenienza __ o malta ricostitutiva a base di calce idraulica/naturale __)
    • Fissaggi e ancoraggi: elementi in acciaio inossidabile AISI __, tipologia di fissaggio __
    • Intonaci e rifiniture:
    • Ricalcatura e ripristino intonaco con malta a base di calce (tipo __) con strati: [arriccio __, rasatura __], spessori previsti __
    • Tinteggiatura e trattamento finale: ciclo pittorico con idonei prodotti traspiranti: primer __, pittura idonea __, colore da campionare e concordare: carta colore/nummero __
    • Giunti e stuccature:
    • Repointing con malta compatibile (composizione __), tecnica di applicazione __
    • Trattamento di elementi metallici:
    • Rimozione ruggine, passivazione, primer anticorrosione __, verniciatura finale __
    • Interventi strutturali e consolidamento puntuale:
    • Cucitura fessure con barre in acciaio INOX/AISI __ o resine: tipologia __; interventi di consolidamento localizzato con iniezioni di malta/lime-grout: composizione __, quantità stimata __
    • Smaltimento materiali e sicurezza ambientale:
    • Rimozione e smaltimento rifiuti speciali: codice CER __, impianto autorizzato __
    • Misure di contenimento delle acque di lavaggio e polveri: __
  9. Materiali e prodotti (schede tecniche)
    • Elenco materiali e specifiche minime (da allegare schede tecniche):
    • Malta di ristrutturazione: tipo __, composizione/rapporto: __, certificazioni: __
    • Consolidante: marca/prodotto __, diluizione __
    • Intonaco di finitura: tipo __, granulometria __
    • Pittura di finitura: marca/prodotto __, tipologia traspirante: __
    • Ancoraggi e staffaggi: materiale __, trattamento superficiale __
    • Requisiti di compatibilità e durabilità: __
  10. Prove in corso d’opera e controlli di qualità
    • Prove preliminari: prova di pulitura in campione su aree campione: ubicazione __, criteri accettazione __
    • Controlli durante esecuzione: adesione intonaco (pull-off) n. __, resistenza malta n. __, controllo salinità campioni prima/dopo __
    • Collaudi finali e verifica risultati estetico-funzionali: parametri __
  11. Cronoprogramma e fasi esecutive
    • Durata complessiva prevista: __ giorni/mesi
    • Fasi principali con durata stimata:
    • Allestimento cantiere e ponteggio: __
    • Indagini e saggi preliminari residui: __
    • Pulitura e consolidamento: __
    • Riparazioni puntuali e sostituzioni: __
    • Intonacatura e finitura: __
    • Collaudi e consegna: __
  12. Computo metrico estimativo dei costi
    • Riepilogo voci principali:
    • Allestimento cantiere e ponteggio: € __
    • Indagini diagnostiche e prove laboratorio: € __
    • Pulitura e trattamenti conservativi: € __
    • Riparazioni lapidee/intonaci: € __
    • Tinteggiatura e finiture: € __
    • Smaltimento rifiuti: € __
    • Direzione lavori e sicurezza: € __
    • Oneri e imprevisti (indicare percentuale): __ %
    • Totale stimato (IVA esclusa/inclusa): € __
  13. Sicurezza e tutela dei lavoratori e del pubblico
    • DVR/PSC: documento allegato n. __
    • Misure di sicurezza in cantiere: recinzioni, segnaletica, accessi controllati, DPI obbligatori: __
    • Piano di rimozione e contenimento materiali pericolosi (se presenti): __
  14. Manutenzione post-intervento
    • Programma di ispezione periodica: ogni __ mesi/anni
    • Interventi di manutenzione ordinaria consigliati: pulizia controllata: tecnica __; interventi correttivi: __
    • Registrazione degli interventi: libretto manutenzione/registro opere conservate: __
  15. Documentazione di cantiere e consegna
    • Documentazione da produrre a fine lavori:
    • Relazione fotografica prima/durante/dopo: n. fotografie __
    • Disegni as-built: __
    • Schede materiali e certificati di conformità: __
    • Verbali di prova e certificazioni: __
  16. Dichiarazioni e prescrizioni finali
    • Prescrizioni obbligatorie imposte da Soprintendenza/Beni culturali: __
    • Eventuali prescrizioni comunali o di ente locale: __
  17. Allegati
    • Elenco allegati tecnici: rilievo fotografico n. __; planimetrie e prospetti n. __; rapporti di prova laboratorio n. __; capitolato speciale d’appalto n. __; PSC/DVR n. __

      Luogo e data: __

      Il tecnico redattore
      Nome e cognome: __
      Numero iscrizione ordine: __
      Firma: __

      Proprietario / Committente
      Nome/Ragione sociale: __
      Firma: __

      Approvazioni / Nulla osta
      Soprintendenza/Beni culturali: provvedimento n. __ del __ (firma/timbro) __
      Comune/Servizio urbanistica: atto n. __ del __ (firma/timbro) __

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