È un rimedio previsto dall’art. 1467 c.c. che permette a una parte, quando dopo la conclusione del contratto sopravvengono eventi straordinari e imprevedibili che rendono l’adempimento eccessivamente gravoso e non imputabile a quella parte, di chiedere la risoluzione del rapporto per eccessiva onerosità sopravvenuta; il giudice può dichiarare la risoluzione o, se più opportuno, adattare il contenuto del contratto per evitare l’ingiustificata rottura, fermo restando che la parte non può invocare il rimedio se aveva assunto il rischio degli eventi e che la richiesta deve essere fatta tempestivamente dopo averne avuto conoscenza.
Come fare una Risoluzione contratto per eccessiva onerosità
Per chiedere la risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta occorre innanzitutto verificare se sussistono le condizioni di fatto e di diritto previste dalla normativa civilistica: deve essersi verificato un evento sopravvenuto, straordinario e non prevedibile al momento della conclusione del contratto, il quale abbia reso l’adempimento di una delle parti manifestamente eccessivamente gravoso rispetto all’equilibrio originario delle prestazioni, senza che tale rischio possa essere ricondotto alla responsabilità di chi lo invoca. Accertata la sussistenza di questi presupposti, è fondamentale raccogliere e conservare tutta la documentazione che provi l’anomalia sopravvenuta e il suo impatto economico sul rapporto contrattuale: documenti contabili, fatture, corrispondenza, contratti collegati, perizie tecniche e qualsiasi altro elemento che dimostri sia l’esistenza dell’evento straordinario sia la correlata aggravio economico. È consigliabile, prima di adire il giudice, tentare una negoziazione con la controparte per verificare la possibilità di una rinegoziazione o di una risoluzione consensuale; se il contratto prevede clausole di hardship o procedure specifiche per la revisione, vanno seguite quelle previste contrattualmente. Se la trattativa amichevole non dà esito, il passo successivo è inviare una comunicazione formale alla controparte in cui si espongono i fatti, si indica la volontà di chiedere la risoluzione ai sensi dell’articolo 1467 del codice civile (o altro riferimento contrattuale applicabile) e si fissano eventuali termini per una proposta conciliativa, evitando comportamenti unilaterali che possano essere interpretati come inadempimento e generare responsabilità risarcitoria.
Nel caso in cui la controversia debba essere portata davanti all’autorità giudiziaria o a un collegio arbitrale, la domanda deve contenere una ricostruzione chiara e documentata dei fatti, l’indicazione dettagliata delle circostanze sopravvenute e dell’impatto economico misurabile sulla prestazione, la richiesta espressa di risoluzione del contratto ovvero, in subordine o alternativamente, la richiesta di modifica equitativa delle obbligazioni per consentire la conservazione del rapporto nelle nuove condizioni, nonché l’indicazione delle prove offerte e delle eventuali misure cautelari necessarie nel frattempo a tutelare la posizione della parte attrice. È utile chiedere al giudice, se necessario, l’ammissione di consulenze tecniche d’ufficio per valutare l’entità dell’onerosità sopravvenuta e la relazione causale con l’evento denunciato; il tribunale potrà, a seguito dell’istruttoria, pronunciare la risoluzione del contratto quando ritenga che l’eccessiva onerosità giustifichi lo scioglimento, oppure disporre la modifica delle prestazioni per mantenere il rapporto in vita secondo criteri di equità e proporzionalità.
Bisogna poi valutare con attenzione gli effetti della pronuncia: la risoluzione comporta di norma lo scioglimento del vincolo e la necessità di regolare le prestazioni già eseguite, con eventuale restituzione di quanto ricevuto e compensazione di crediti e debiti reciproci, salvo diversa determinazione del giudice; la modifica del contratto invece comporta l’adeguamento delle prestazioni secondo quanto stabilito in sentenza. È importante rispettare i termini di esercizio dell’azione e non ritardare eccessivamente la richiesta, perché l’inerzia prolungata può compromettere la tutela; inoltre, prima di intraprendere qualunque atto processuale è prudente valutare i costi e i tempi di una lite e considerare soluzioni alternative come mediazione o arbitrato se previste o praticabili. Infine, viste le implicazioni tecniche e procedurali complesse della materia e la necessità di documentare appropriatamente l’onerosità sopravvenuta, è altamente consigliabile farsi assistere da un avvocato esperto in diritto contrattuale che possa predisporre la comunicazione formale e l’atto giudiziario adeguato, curare l’acquisizione delle prove e rappresentare la parte durante la fase istruttoria e decisoria.
Fac simile Risoluzione contratto per eccessiva onerosità
Spett.le ______________
Via/Piazza ______________
CAP ______________ – Città ______________
Il/La sottoscritto/a ______________, nato/a a ______________ il ______________, codice fiscale ______________, residente in ______________, in qualità di ______________/legale rappresentante della società ______________ (P.IVA ______________), con sede in ______________,
premesso che
– in data ______________ è stato stipulato con Spett.le ______________ il contratto identificato come ______________ (di seguito “Contratto”);
– con il Contratto il/la sottoscritto/a/la società si è obbligata a ______________;
– successivamente, per effetto di ______________ (es.: sopravvenuta crisi del mercato, aumenti imprevisti dei costi delle materie prime, interventi normativi, ecc.), verificatosi in data ______________, la prestazione prevista dal Contratto è divenuta eccessivamente onerosa rispetto ai termini e ai costi originariamente pattuiti, in quanto ______________ (descrivere dettagliatamente le circostanze e le conseguenze);
considerato che
– ai sensi dell’art. 1467 c.c. la parte può chiedere la risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta;
– alla luce dei fatti sopra esposti, sussistono i presupposti per l’esercizio di tale rimedio;
il/la sottoscritto/a, nella propria qualità sopra indicata,
COMUNICA
la propria volontà di esercitare il diritto di chiedere la risoluzione del Contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta ai sensi e per gli effetti dell’art. 1467 c.c., con efficacia dalla data di ricezione della presente comunicazione/decorrente dal ______________.
A tal fine si diffida la controparte a:
– prendere atto della risoluzione del Contratto;
– concordare entro il termine di giorni ______________ dalla ricezione della presente le modalità di esecuzione degli adempimenti consequenziali (restituzione di somme, riconsegna di beni, contabilizzazione e saldo finale);
– provvedere alla restituzione dell’importo di € ______________ ovvero al pagamento del conguaglio spettante pari a € ______________, nonché a qualsiasi altra prestazione dovuta a seguito della risoluzione;
si riserva, in difetto di accordo nel termine sopra indicato, di adire le competenti sedi giudiziarie per la tutela dei propri diritti, comprensiva della richiesta di risarcimento danni e degli interessi, con aggravio di spese a carico della controparte.
Si dichiara altresì la disponibilità a esperire un tentativo di composizione stragiudiziale della controversia mediante ______________ (es.: mediazione, negoziazione assistita) presso ______________.
Distinti saluti.
Luogo ______________, data ______________
Firma ______________________________
Nome e qualifica ______________
Recapiti: telefono ______________ – e-mail ______________